martedì 18 ottobre 2011

Sogno di una notte in mezzo al mare

"Accipicchia quanta gente in attesa sulla banchina!" - Sam, l'Attaccavele, si dondolò tra le scotte del bompresso, un leggero vento di libeccio scosse le azzurre vele del Battello e Sam ammirò il proprio lavoro, pregustando l'imminente viaggio verso le terre d'Oriente. Con l'unico occhio azzurro cielo, scrutò la gente sulla banchina, uomini, donne, nessun bambino. "Peccato!" pensò, gli piacevano gli sguardi ammaliati dei mocciosi quando raccontava di come un lurido pirata gli aveva strappato il suo bell'occhio nero come il carbone. Si, perchè Sam era una di quelle strane creature dalle iridi cangianti, purtroppo dopo aver perduto l'occhio sinistro il destro non ne volle più sapere di cambiar colore e così gli rimase azzurro come il mare che accolse l'altro.
   "Buon uomo.. signore.. ehm.. marinaio.. scusi, lei.. lassù tra quelle corde.. ehi.. " la voce impacciata di una donna lo riscosse, si volse verso il mare alle sue spalle e per poco non cadde in acqua per la sorpresa!
Appena al di sopra della superficie del mare una .. ma cosa diavolo era?.. non una Sirena, le conosceva bene quelle, tutte squame e canti da perderci la testa..  E non era neanche una donna, nè nobile nè di basso borgo.. ma ne aveva in qualche modo le sembianze..
Se ne stava appena appena sul pelo dell'acqua senza che quei minuscoli stivaletti dorati vi si bagnassero. Le gambe avvolte da un leggero toulle di foglie d'acero rosso e fiori di uvaspina a ricoprirle il resto del corpo, tranne il viso luccicante di minuscole stelle dorate.
"Sono Ranuncolo, fata di corte di Titania, Regina dei Boschi" mormorò quella interpretando lo sguardo sbigottito dell'uomo, che ancor più stupito mormorò "Sa..salve.. sono Sam, l'attaccavele.. vuol salire a bordo.. le prendo una scala.. le tiro una fune.. "  il povero Sam sempre più confuso riuscì in qualche modo, abbastanza goffo, direi, a divincolarsi dalle funi e a balzare sul ponte di prua.Ranuncolo non riuscì a trattenre una risatina di scherno mentre con un battito d'ali planava poco distante.

"Dite, milady, in cosa posso esservi d'aiuto?"

"Questa nave parte per l'Oriente. La mia Regina e la sua corte verranno con voi." 
"Bisogna chiedere a Mastro Codha, il nostro Capitano.."
"Buon uomo, Sam, uomo delle vele, la mia non è una domanda." Ranuncolo rise, eppure Sam si sentì scosso da un gelido brivido di paura. Ciò non di meno, l'uomo si tirò su con la schiena e guardando la minuscola fata rossa tuonò "Su questo Battello solo il nostro Capitano decide chi o cosa sale a bordo!"
"E in sua assenza?" sussurrò Ranuncolo
"In sua assenza decide il Primo Ufficale"
"E in sua assenza?" sussurrò ancora Ranuncolo
"In sua assenza decide il Secondo Ufficiale"
"E in sua assenza?"
"Il Capo Scotta"
"E in sua assenza?"
"Il vice capo scotta"
"E in sua assenza?"
"E in sua assenza decide il primo marinaio,  e poi il secondo e il terzo.. e così fino all'ultimo mozzo che respiri sulla nave e in mancanza di lui decide la nave, e il vento, e il mare! " sbraitò infuriato e al tempo stesso impaurito il possente marinaio, mentre la fata dispettosa rideva sempre più sguaiatamente.
"Basta Ranuncolo!" l'imperiosa voce della propria Regina la fece zittire immediatamente. Sam si volse fuorioso verso la nuova arrivata ma le parole di rabbia gli morirono in bocca nel contemplare la perfezione dell'essere che gli stava dinanzi.
"Sam, chiama a raccolta la Ciurma, come già vi dissi avremo ospiti davvero di riguardo in questo viaggio" Mastro Codha sorrise alla variopinta corte della Regina che, tra capriole e battiti d'ali, invase il ponte.

lunedì 26 settembre 2011

"DON'T DRINK THE WATER"

Salve Naviganti,
si è appena conclusa un'altra avventura per l'allegra Ciurma del Battello Ebbro. Sabato è andato in scena "Don't drink the water" commedia scritta da Woody Allen.

Ambientata nella piccola Ambasciata Americana di un piccolo Paese Comunista, in piena guerra fredda tra America e Unione Sovietica.


La storia narra Walter Hollander, americano in vacanza con la moglie Marion e la figlia Susan, nell'Europa dell'Est. Scambiato per una spia americana, trova rifugio, insieme alla famiglia, nell'Ambasciata Americana, temporaneamente diretta da Axel Magee, incompetente figlio dell'Ambasciatore Bradley Magee.

Axel, tentando di appianare le cose, rilascia invece inopportune dichiarazioni al temibile capo della polizia locale, Krojack, che circonda l'ambasciata con le sue truppe in attesa di poter catturare gli Hollander.

Tra colpi di scena e gag divertentissime, tra personaggi spassosi (l'isterica cuoca, la stramba suora che vive da rifugiata all'interno dell'ambasciata), sboccerà anche l'Amore tra il giovane Axel e la bella Susan, e sarà proprio questo a rendere Axel finalmente padrone della propria vita e in grado di travolgere gli eventi .. in modo davvero imprevedibile.

A breve le foto e i video dello spettacolo.

Buona navigazione

sabato 30 luglio 2011

Lo Scoglio Ubriaco

"Capitano!"
Una nube passò lesta tra il sole e uno stormo di gabbiani.
"CAPITANO?"
La voce stridula della vedetta risuonò tra le vele ammainate in cerca di un orecchio da raggiungere, in cerca di uno sguardo da attrarre. Il vento la fece rotolare tra le funi dei pennoni, scivolò con lei sulle assi brune del ponte e riuscì persino a trovare uno spiraglio fra esse sprofondando nel buio dello scafo, cercando invisibile il destinatario di quel richiamo.
"CAPITANOOOOO?"
La nave sembrò scossa da un tremito a quell'ennesimo ignorato richiamo. S'udì un rumore di assi in frantumi, il gorgogliare dell'acqua nella falla invase la stiva, Il Battello si curvò strepitando per l'offesa ricevuta dagli scogli affiorati come per magia tra le onde spumose della cala.
Nella stiva i barili accatastati si contorsero, le funi si tesero nell'estremo invano tentativo di difendere il carico dal mare.
"C A P I T A N O?" si vide la camicia rossa della vedetta balzare dall'alto del suo osservatorio verso le acque crepitanti mentre il Battello si schiantava fragoroso sulla costa, in balia della marea.
Nella stiva i barili forzarono i legacci, rotolarono, si ruppero aggiungendo legno a legno, vino a acqua. Fragore a fragore.


Lo scoglio che squarciò il ventre di quel Battello da allora prese il nome di "Lo scoglio ubriaco", appare e scompare alla vista come un ubriaco in preda ad una sbornia.

Il vecchio marinaio tirò una lunga boccata dalla sua pipa d'avorio, cimelio di uno dei tanti arrembaggi di gioventù. Poi tossì, sputò e il grumo giallognolo si perse tra le acque vorticose che ossessive lambivano lo Scoglio.

venerdì 8 luglio 2011

La Dimora Azzurra

Nella notte solo la costa Tunisina, illuminata da tenui bagliori di lampade e fuochi, demarcava il cielo dal mare. Percorsi il pontile da un capo all'altro, in attesa, curioso e al tempo stesso disilluso.
Poteva quell'incontro mutare il corso degli eventi?
Non lo credevo, nè forse più ci speravo; eppure ero lì. Attaccato ad una speranza sottile come la Luna di quel cielo invernale sfilacciato di nubi.
Scrutai il buio intorno a me, una nenia mormorata al vento catturò la mia attenzione.
"Marchese, mio signore" il mio fidato servitore apparve come d'incanto al mio fianco "venga, la riceverà adesso."

Ci muovemmo, accompagnati dal vento e dai nostri pensieri, fino a raggiungere una carozza al limitare del molo. Era nera, orlata di diademi e pietre, luccicanti al chiarore del tenue fuoco delle lampade.
Il cocchiere nascose il viso, facendoci cenno di salire a bordo, poi con uno schiocco deciso della frusta partì.
Ci allontanammo dal mare e dai suoi mormorii incantati, ma la sua voce rimase a lungo ad echeggiare tra i miei dubbi. 
Ripercorsi con la mente gli eventi che mi ponevano caparbiamente su quel sedile, in quella carrozza, tra le vie sconosciute di un'isola perduta nel mare mediterraneo, con l'unica presenza amica e fidata di quell'uomo schivo che mi sedeva accanto.
Il mio servitore. Il mio compagno di viaggio. Il mio unico amico, di cui appena ricordavo il nome.
"Signore, signore?"
Mi riscossi dal torpore, la carrozza era adesso immobile sul crinale di un colle. Poco oltre si ergeva una dimora, a guardia della brughiera e del mare sottostante.
"Siamo arrivati, Marchese. "
Scesi dalla carrozza, mi strinsi il mantello sulle spalle.
"Aspettateci" ordinai al cocchiere.
Quello sorrise beffardo, alzò una mano e mi accorsi che si trattava di un moncherino da cui affioravano due dita lunghe ed ossute che stringevano con forza la frusta. Un attimo dopo il suo schiocco deciso ruppe l'aria assieme al nitrito infastidito del cavallo, che riprese il suo trotto verso la valle.
Rimasi stupefatto dell'inpudenza del cocchiere.
Drizzai la schiena, allentai la morsa sul mantello lasciando che il vento ne arruffasse le pieghe intorno alle mie gambe
"Vento e midollo!" mormorai a denti stretti voltandomi verso la Dimora Azzurra di Lady Shayla.


sabato 23 aprile 2011

Buona Pasqua

"La luce di Gesù risorto disperde le tenebre 

del cuore e dello spirito."




 
Il Battello Ebbro augura 

a tutti i Naviganti 


una Luminosa 

PASQUA

giovedì 21 aprile 2011

I Bianchi Draghi di Kely-am

Nel cielo un drago.
Le sue ali bianche fendono l'aria ed il suo sguardo trapassa la valle.
La tua armatura, di foglie d'acero rosso ed edera, spicca sul suo dorso.

Salute a te, valoroso Kely-am!

Dietro di lui, il suo seguito alato:
falchi, unicorni, magici cavalieri in armature d'argento..
S'innalza una polvere sottile a velare l'azzurro.

Il vento sospinge l'armata verso il mare, a Nord.
Nell'eco delle tempeste sentiremo i racconti di imprese memorabili.

ssh.. udite già in lontananza i tamburi?.. ssh..

L'armata si affretta.


venerdì 7 gennaio 2011

Stato di calma apparente

La voce gli si strozzo' piano nella gola, un gorgoglio sommesso, un riflusso di bile, un sapore di fango tra i denti gialli e aguzzi.
Un topo squittì dietro un barile, ma Jacob non sollevò neanche una narice, nè uno dei singoli, sensibilissimi baffi si mosse ad annusare l'aria.
Le assi di legno della stiva presero a fondersi col suo pelo irsuto, le sentiva penetrare, strato dopo strato, tra la pelle e le viscere.
Provò a sfuggire a quel lento, inesorabile affondare; gli sembrò di riuscire, per un istante, a issarsi, a guardarsi intorno nel buio. Gli parve, persino, di riuscire a intravedere qualcuno.. lì, appena dietro le orecchie irrigidite.
Un baluginio azzurro, una lunga piuma avorio.. e quel sorriso.
Si, Jacob riconobbe persino il sorriso di quel pazzo di Macab.
Comprese allora che era la fine. Macab lo aveva preceduto di molte vite. Macab era nella pancia di uno di quei boriosi, viscidi Squali dalle branchie Ambrate..
Macab.
Che sacco di pulci rompiscatole e spaccone che era! Un mattacchione. Uno svitato senza coda e senza artigli che vagava per i sette mari alla ricerca.. già, cos'è che diceva sempre di cercare? Ah, si.. La Penna d'Oca del GabbianContrario..
"GabbianStorto"
Ah, si.. vero .. Gabbian Storto.. grazie..
Jacob provò a ricordare la storia di GabbianStorto, ma non gli veniva in mente nulla a parte il nome e la sua Piuma. Scosse il capo, e un qualcosa gli scivolò oltre il naso facendoglielo prudere in modo fastidioso.
Non riusciva a capire cosa fosse, vedeva appena la sommità rosea del proprio naso. Pensò che non sarebbe riuscito a starnutire e che sarebbe rimasto in eterno con quel fastidio al naso, quando di nuovo percepì una presenza al suo fianco.
"E' dunque cotesta l'intenzione tua: di veder marcire le tue membra nella tenebra? Non ti par che le ossa tue nobilmente possan servir l'onore altrove? Orsù, acciocchè ciò non avvenga, dinnanzi a me ridestati e assai celermente seguimi."
Jacob spirò. Sospirò. Respirò.
"Ancor langui laggiù, miserando?"
Jacob abbandonò la testa, socchiuse gli occhi e trattenne il fiato.
"Ridestati e vieni meco, infingardo!"

"E no! No, no e poi ancora un'altra volta no!" Urlò Jacob rizzandonsi sulle tre zampe bianche. "Non puoi rovinarmi sempre tutto, anche la mia morte! Era tutto perfetto, sono stato giorni interi a studiare ogni minimo dettaglio, ogni passo, ogni riflesso.. Persino lo squittio dei topi, la muffa sulle assi, la polvere che si posa in granelli finisssimi sulle mie stanche, distrutte membra! .."
Si fermò un istante a riprendere fiato e poi lanciò un lungo lamento che rimbombò tra le pareti del vecchio mercantile marcio e maleodorante.
"Suvvia, Jacob di Quinquaglia, non lamentar la sorte"
"Macab, giuro che.. che.. Sono felice di vederti, vecchia pelle di bue!"
I due si strofinarono i nasi, ronfarono e si strusciarono felici di rivedersi ancora.
"Adesso è tempo d'andare, mio buon Jacob. Osserva l'orizzonte immobile e annusa invece la tempesta che s'appressa."
I due erano saliti sul Ponte di Comando, Jacob si volse lento intorno, poi rimase qualche istante immobile a fiutare l'aria salmastra.
"Si, Macab, è uno stato di calma apparente.. "

giovedì 23 dicembre 2010


CI VEDIAMO QUESTA SERA ORE 21 AL PARCO ROBINSON PER FESTEGGIARE INSIEME L'ARRIVO DEL SANTO NATALE!!!!!!!!
UN BUON NATALE A TUTTI VOI!!!

mercoledì 3 novembre 2010

Le idee diventano Sogni ed i Sogni sono la nostra Realtà

"Io so i Cieli che scoppiano in lampi, so le trombe
_
le correnti e riflussi: Io so la Sera e l'Alba
_
che si esalta nel cielo come colombe a stormo;
_
e qualche volta ho visto
_
quel che l'Uomo ha Sognato.."
_
Artur Rimbaud - Le Bateux Ivre


Oggi nasce l'Associazione di promozione Sociale e Culturale

"IL BATTELLO EBBRO - LABORATORIO D'IDEE"

lunedì 18 ottobre 2010

La cambusa di Gargossa

"Pfiu! E anche questa è fatta" brontolò Gargossa ripulendosi le mani sporche di midollo di balena sui pantaloni di un indefinibile color marrone. Davanti a lui, nel secco buio di una soffitta, pendevano filari di tranci di balena salati, futuro pasto dei marinai del Battello; ci si preparava per tempo ai lunghi viaggi per mare dell'avventurosa ciurma.

Gargossa aveva l'oneroso compito di provvedere alle scorte alimentari nei periodi di ferma, e al rancio durante le traversate. Era compito suo caricare a bordo l'esatto quantitativo di barili di acqua e di grog; capire di quante casse di gallette e di pesce e carne in salamoia necessitassero. A volte farsi i conti non era semplice, a quella strampalata ciurma saltava spesso il ghiribizzo di cambiare rotta.
"Toh, c'è un'isola che non c'è laggiù.." saltava a dire quella spennacchiata Vedetta e subito la nave vi si dirigeva senza un filo d'esitazione
"Andiamo a vedere, andiamo a vedere.. L'isola che non c'era adesso è vera.. " cantavano quelle cavallette marine di marinai chi ammaindando una vela di trinchetto, chi sciogliendo una cima a babordo.

Gargossa scosse la testa cespugliosa "Prima o poi ci lasceremo le pinne!" tornò a brontolare scendendo dalla stretta scaletta di legno "Come quest'ultimo interminabile viaggio. Pensavo non ce l'avremmo fatta, pensavo. Pensavo che tutte quelle isole non finissero più, finissero. Neanche preoccuparsi delle scorte di acqua, preoccuparsi. Ho dovuto inventarmi quel colabrina lì, ho dovuto." Gargossa posò con delicatezza la mano su uno strano marchingegno, che serviva a raccogliere la rugiada della notte. "Bella invenzione" mormorò sorridendo compiaciuto.

"Ehilà di casa, Mastro Gargossa!" la voce stridula di Takumi, la Vedetta, lo fece sobbalzare.
"Colpo di mille barili di Rum, sono qui vecchio corvo sdentato, corvo!"
"Un corvo seppur sdentato ha sempre ali per volare!"
"Che il diavolo ti porti, Vedetta, hai la lingua più lunga di una murena annegata, la lingua!"
"E tu la pancia più larga di una megattera arenata! Suvvia versami qualcosa da bere, Mastro Gargossa!" con la sua risata sdentata la smilza Vedetta fece un balzo su un barile di aringhe, vi si appolaiò e, a guardarlo da lontano sembrava davvero uno spelacchiato corvo su un trespolo.
Mastro Gargossa sbuffò, tirò fuori una bottiglia impolverata da una credenza sbilenca poi versò da bere per entrambi.
"Allora, che novità porti, allora? "
"Ancora nulla. Ci sono un paio di ingaggi in vista.. " Takumi bevve un lungo sorso di grog "aah! vecchio ippopotamo questo si che è grog, non quello che hai portato a bordo l'ultima volta!"
"Mmh.. di che si tratta stavolta? Spero non salti in mente a nessuno nessuno un viaggio come l'ultimo.. Spero. " Gargossa s'asciugò la fronte con uno straccio, poi prese ad affettare un pezzo di lardo.
"Che c'è, ti tremano ancora le budella per la fame? Ah!ah!ah!"
"Ehi, brutta cornacchia starnazzante ti si sente da tre miglia di distanza!" sull'uscio si fece avanti un ragazza, per quanto a vedere com'era vestita sembrava tutto fuorchè una ragazza.

"Benedetto il sangue nero del Polipo Tigre! La piccola Raya?" l'uomo saltò giù dal barile e corse ad abbracciare la nuova arrivata.
"Ehi ehi.. taccola stonata, tieni i tuoi artigli giù dalla mia bambina, tieni..." in realtà Gargossa rideva felice come un bambino, sapeva quanto i due si volessero bene e quanto avessero sentito l'uno la mancanza dell'altro in quegli anni.

Gargossa si asciugò furtivo una lacrima, poi con la sua grossa voce burbera esclamò "Voi due dovete ancora, dovete fare le fusa come gatti in amore? Su, è ora di mangiare, è ora"

Nel Periodo Natalizio in quale avventurà si imbarcherà il Battello?

SI RIPARTEEEEE!!!!!


ilbattelloebbro


Si continua a veleggiare...

A tutti i marinai dell'Ebbra Ciurma e agli altri naviganti!
Ci vediamo domani 29/09/09 alle ore 21 al parco robinson..nn mancate!!!!!

Che saggio sarà???

La strega comanda Opuscolo Opuscolo..

In che giorno il Battello raggiungerà il Teatro in Fondo al Mare?

Pubblicare o non pubblicare: questo è il problema

Proviamo a lanciare un sondaggio: cosa vi piacerebbe che la compagnia del battello mettesse in scena tra le seguenti opzioni?